MANUTENZIONE IMPIANTI DI CLIMATIZZAZIONE

Manutenzione degli impianti aeraulici e
legionella: stato normativo,
sviluppi e problematiche aperte

ANNA MAGRINI * - MARCO ROVETA **
* - Professore associato, Dipartimento di Ingegneria Idraulica e Ambientale, Università di Pavia
** - Dirigente Medico, Dipartimento di Prevenzione ASL22, Regione Piemonte
 

RIASSUNTO
 

La buona manutenzione degli impianti aeraulici è di fondamentale rilevanza per il rispetto dei requisiti di qualità dell'aria indoor coinvolgendo l'igiene e salubrità dell'ambiente stesso e, soprattutto, la salute degli occupanti.
E' importante che gli operatori del settore abbiano una chiara comprensione della necessità di un adeguato controllo igienico nelle operazioni di manutenzione. Analoga importanza va assegnata
all'esistenza di indicazioni precise su limiti, tempistiche e modalità di intervento.
L'attività normativa in questo campo ha avuto un incremento negli ultimi anni, attestata dall'emanazione di normative e linee guida internazionali (ASHRAE, WHO, OMS), da quelle nazionali (UNI, ISPESL, AICARR, etc), e dalle recenti indicazioni del Ministero della Salute. Riferimenti piuttosto ben definiti vengono forniti inoltre a livello regionale nella LR 02 luglio 2002 n. 24 (Regione Liguria) Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici, che riprende indicazioni riportate anche in alcuni progetti di norma ancora in via di definizione. Altre Regioni stanno portando avanti progetti analoghi per una più chiara regolamentazione del problema.
Vengono quindi evidenziati alcuni elementi relativi agli aspetti igienici, alle potenziali cause di danno per la salute, alle modalità di controllo della contaminazione in relazione a quanto riportato nei documenti normativi vigenti e ancora in via di definizione.
 

GENERALITÀ’
 

La corretta manutenzione degli impianti di climatizzazione è fondamentale sia per salvaguardare la qualità dell'ambiente interno, sia per evitare problemi di inquinamento nell'ambiente esterno.
La conoscenza, seppure non approfondita a livello sanitario, dei meccanismi con i quali microrganismi pericolosi per la salute possono proliferare negli impianti, può consentire ai tecnici di evitare, il più possibile, condizioni favorevoli alla proliferazione microbica.

Già in fase progettuale alcuni accorgimenti possono essere molto efficaci, così come il controllo delle
condizioni igieniche dell'impianto in funzione.
 

OMISSIS
 

2. MANUTENZIONE E CONTROLLI: ASPETTI TECNICI ED IGIENICI
 

2.1. Generalità
Nei paesi avanzati, gli ambienti confinati dotati di sistemi di ventilazione,condizionamento, riscaldamento con trasporto d'aria spesso presentano condizioni igieniche non soddisfacenti. La causa
è spesso riconducibile ad una cattiva progettazione e/o manutenzione degli impianti. In assenza di regolare manutenzione, la deposizione di sporcizia all'interno di un impianto, in
particolare nelle zone umide, consente la proliferazione di microrganismi che poi costituiscono i fattori inquinanti.
Da alcuni studi emerge che, specialmente nel periodo estivo, quando gli impianti di condizionamento vengono utilizzati per raffrescamento, la frequenza temporale delle malattie legate alla diffusione ambientale di agenti patogeni presenta il valore massimo il lunedì. Ciò avviene perché durante lo spegnimento dell'impianto nel fine settimana le colonie batteriche, grazie all'aumento della temperatura, proliferano abbondantemente e, alla ripartenza del lunedì mattina, i batteri vengono distribuiti nell'ambiente, con la ventilazione.
Nel corso della settimana, la proliferazione è ridotta a causa della bassa temperatura, mantenuta abbastanza costantemente nell'impianto. In questo contesto si vogliono sottolineare solo alcuni aspetti particolari connessi al controllo della diffusione di microrganismi nell'aria ambiente.
I dettagli su procedure e operazioni di manutenzione meccanica degli impianti aeraulici sono ampiamente descritti nelle Linee Guida redatte dal gruppo di Lavoro “Manutenzione” della
Commissione Tecnica e Normativa dell'AICARR (Associazione Italiana Condizionamento dell'Aria, Riscaldamento e Refrigerazione) “Linee guida sulla manutenzione degli impianti di climatizzazione”. Le linee generali di intervento sono indicate nei seguenti documenti.

• Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (04.04.2000): procedure per assicurare l'igienicità di parti di impianto di condizionamento con particolare riferimento a: silenziatori,
prese d'aria esterna, filtri, batterie di scambio termico, umidificatori, torri evaporative, canalizzazioni. 

• Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome sul documento concernente: «Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati» (27.11.2001). Un primo controllo delle condotte aerauliche deve avvenire contestualmente all'attivazione dell'impianto al fine di accertare che lo stesso sia stato posto in opera pulito. Il limite massimo per il particolato depositato nelle condotte aerauliche considerate pulite non può essere superiore a 0.1 g/m2. Si raccomandano ispezioni tecniche e manutentive regolari insieme a frequenti controlli igienici onde evidenziare eventuali contaminazioni e di pulirli, se necessario, ricorrendo a personale qualificato. Si precisa che un sistema può essere mantenuto pulito solo allorchè tutte le superfici del sistema (in particolare delle condotte aerauliche) non presentano accumuli di particolato ritenuti non accettabili.

• Accordo tra il Ministro della Salute e le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, avente ad oggetto «Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turisticoricettive e termali» (13.01.2005). Misure di prevenzione per la riduzione del rischio: e) pulire e disinfettare regolarmente (almeno 2 volte l'anno) le torri di raffreddamento ed i
condensatori evaporativi delle unità di condizionamento dell'aria; i) ispezionare mensilmente i serbatoi dell'acqua, le torri di raffreddamento e le tubature visibili

• Decreto Legislativo 626/94 - Provvedimenti che il datore di lavoro deve adottare per salvaguardare la salute dei dipendenti nei luoghi di lavoro. Viene precisato che gli impianti di aerazione devono essere funzionanti ed efficienti e che qualsiasi sedimento o sporcizia che comporti pericolo per la salute, dovuti all'inquinamento dell'aria, siano eliminati rapidamente (art. 33).

• UNI ENV 12097 - Requisiti: l'impianto di distribuzione dell'aria deve essere progettato, costruito ed installato per consentire la pulizia di tutte le superfici interne e di tutti i componenti. I componenti (per esempio serrande, sensori, dispositivi di misurazione della portata dell'aria, ecc.) devono essere installati in modo da potere essere puliti o collocati in una posizione dalla quale possano essere rimossi per esigenze di manutenzione e pulizia. Qualora la rimozione non sia possibile, deve essere previsto un accesso di manutenzione.

• Indicazioni sugli impianti negli ospedali: ISPESL - Linee guida per la definizione degli standard di sicurezza e di igiene ambientale dei reparti operatori (1999). Le verifiche inerenti le caratteristiche microclimatiche presenti nell'aria della sala operatoria sono correlate direttamente all'efficienza dell'impianto di climatizzazione che deve mantenere costanti nel tempo le caratteristiche ambientali adeguate all'uso della sala sia per il personale (considerando il carico di lavoro fisico e di stress cui è sottoposto ed il tipo di vestiario) sia per l'operando soprattutto in funzione del rischio di ipotermia. La determinazione delle caratteristiche microclimatiche deve avvenire con una periodicità almeno semestrale.
Un documento importante in questo contesto è rappresentato dalla bozza della norma 5/716 Requisiti igienici per le operazioni di manutenzione degli impianti di climatizzazione, redatta dal Sottocomitato n.5 del CTI, sottoposta a inchiesta pubblica il 1°marzo 2001. Essa contiene indicazioni riguardanti tutti gli impianti, con l'esclusione di quelli nell'industria e degli ospedali, e con condotte prive di rivestimenti interni. Tuttavia, anche se questa norma non è ancora uscita in versione definitiva, le sue indicazioni si ritrovano quasi integralmente all'interno del Decreto del Presidente della Giunta Regionale 16 aprile 2003 di applicazione della Legge Regionale 2 luglio 2002 n°24 (Regione Liguria) “Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici”. Ovviamente la sua validità rimane confinata alla Regione in cui è stata emanata.
Allo stato attuale solo la Regione Puglia ha promosso un'azione analoga. In data 09.12.2004 è stata presentata una proposta di Legge Regionale con lo stesso titolo e gli stessi contenuti di quella Ligure. Attualmente non è chiaro a che stadio sia l'iter di approvazione: sembra che in data 01.02.2005 la sua discussione sia stata rinviata alla legislatura successiva.

 

2.2. Impianti e processi tecnologici a rischio - Procedure per la manutenzione

Tutti gli impianti e i processi tecnologici che comportano un moderato riscaldamento dell'acqua e la sua nebulizzazione possono considerarsi zone a rischio per la proliferazione di
microrganismi, uno fra tutti la Legionella. I punti “critici” a maggior rischio sono rappresentati da:

• torri di raffreddamento (torri ad umido a circuito aperto, torri a circuito chiuso, condensatori
evaporativi),

• impianti di condizionamento (umidificatori a pacco bagnato, lavatori d'aria a spruzzo,
nebulizzatori, separatori di gocce, filtri, silenziatori),

• impianti idrosanitari (tubazioni, serbatoi di accumulo, valvole e rubinetti, docce),

• sistemi di emergenza (docce di decontaminazione, stazioni di lavaggio occhi, sistemi antincendio a
sprinkler),

• piscine e vasche (piscine e vasche di idromassaggio, vasche calde),

• fontane decorative,

• sistemi di raffreddamento delle macchine utensili.

Le procedure che contrastano la moltiplicazione e la diffusione di Legionella devono essere attentamente considerate e messe in atto durante le fasi di progettazione, di installazione, di
funzionamento e di manutenzione. Per quanto tali misure non garantiscano che un sistema o un componente siano privi di legionella, esse contribuiscono a diminuire la possibilità di inquinamento batterico grave.
Alcune indicazioni generali, riferite specificatamente alla crescita di microrganismi e tra questi di Legionella, sono riportate nelle Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (2000), dove sono elencate le seguenti strategie per prevenire la colonizzazione degli impianti:

• evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell'acqua;

• evitare la formazione di ristagni d'acqua;

• provvedere ad effettuare la pulizia periodica degli impianti;

• limitare la possibilità di nicchie biologiche per i microrganismi attraverso la pulizia degli impianti, la prevenzione e la rimozione dei sedimenti dai serbatoi d'acqua calda, bacini di raffreddamento e altre misure igieniche;

• mantenere efficienti i separatori di gocce montati a valle delle sezioni di umidificazione;

• controllare lo stato di efficienza dei filtri ed eliminare l'eventuale presenza di gocce d'acqua sulle loro superfici; ed inoltre vengono riportate alcune indicazioni per prevenire la moltiplicazione batterica:

• controllare, ove possibile, la temperatura dell'acqua in modo da evitare l'intervallo critico per la proliferazione dei batteri (25-55°C);

• utilizzare trattamenti biocidi al fine di ostacolare la crescita di alghe, protozoi e altri batteri che possono costituire nutrimento per la legionella;

• provvedere ad un efficace programma di trattamento dell'acqua, capace di prevenire la corrosione e la formazione di film biologico, che potrebbe contenere anche legionella.

In relazione alla manutenzione degli impianti aeraulici, ed in particolare alla pulizia dei componenti dell'impianto, alcuni aspetti assumono particolare importanza, in quanto connessi con la salubrità degli ambienti.
Le Linee Guida dell'Aicarr indicano con dettaglio gli interventi sulle diverse parti sia gli aspetti di manutenzione meccanica che igienica. Tra questi si evidenziano sommariamente qui di seguito alcune operazioni che riguardano in modo più specifico aspetti igienico-sanitari.


2.2.1. Torri di raffreddamento acqua e condensatori evaporativi

Durante il funzionamento di una torre di raffreddamento, si verifica inevitabilmente un fenomeno di trascinamento di goccioline d'acqua, che seguono il flusso dell'aria e si disperdono nell'ambiente circostante, formando un aerosol in grado di propagarsi a distanze anche considerevoli. Se l'acqua della torre contiene, come può accadere, colonie batteriche ed in particolare batteri patogeni, la diffusione di tali microrganismi nell'ambiente circostante può diventare un pericolo concreto per chiunque si trovi nelle vicinanze dell'impianto. Alcuni controlli possono assicurare condizioni salubri della macchina:

• lo stato di pulizia del bacino di raccolta acqua è un buon segno del funzionamento dell'impianto di raffreddamento acqua;

• il controllo del pacco di scambio termico, può evidenziarsi sporcamenti che richiedono lo scarico dell'acqua e la pulizia chimica dell'impianto;

• gli ugelli spruzzatori dell'acqua sul pacco bagnato devono essere mantenuti ben puliti e se non funzionanti e non pulibili, devono essere sostituiti;

• i separatori di gocce debbono essere puliti, devono avere lamelle non deformate per impedire più efficacemente possibile il trasporto di acqua all'esterno.

• il rapporto tra la concentrazione di sali nell'acqua di ricircolo e nell'acqua di alimentazione rappresenta un'indicazione importante soprattutto per evitare incrostazioni: il rapporto non dovrebbe
superare 4:1.

Il controllo delle apparecchiature e della strumentazione deve essere completato con le verifiche relative alla qualità dell'acqua ed ai suoi trattamenti. Il trattamento dell'acqua in una torre evaporativa prevede la filtrazione dell'acqua di alimento e reintegro, seguita dal suo addolcimento, per evitare le incrostazioni che riducono lo scambio termico e costituiscono la base di coltura per le colonie di batteri. Sulla linea dell'acqua di alimento e reintegro sono collocati gli impianti di dosaggio per gli antincrostanti, gli anticorrosivi e i disperdenti, che vengono comandati normalmente da un contatore a contatto.
I biocidi, utilizzati per il controllo dello sviluppo batterico, vengono distribuiti mediante pompe dosatrici comandate da un timer e devono essere variati con frequenza per limitare i fenomeni di assuefazione da parte dei microrganismi. Per eliminare le impurità provenienti dall'aria, la filtrazione dell'acqua sul ricircolo, riduce la formazione di depositi e la presenza nell'acqua di sostanze di alimento per i batteri. La pulizia totale della macchina deve essere fatta a fronte di lunghi periodi di inattività o a fine stagione: in tali condizioni occorre svuotare il bacino e le relative tubazioni, specie se esposte al gelo. Occorre procedere al suo completo svuotamento se il periodo di fermo delle apparecchiature è superiore a 3 giorni. Se questo non è possibile, si consiglia di sottoporre l'acqua stagnante ad un adeguato trattamento con biocidi.
Una particolare attenzione deve essere posta per la protezione della salute del personale addetto alla manutenzione: sono necessarie maschere respiratorie di protezione, specialmente con l'uso di apparecchi per la pulizia ad aria compressa.
I rischi di contaminazioni batteriologiche in un impianto di raffreddamento acqua di tipo evaporativo possono concretizzarsi nella proliferazione della legionella, trovando nell'acqua
tutte le condizioni per svilupparsi e diventare pericolosa, in quanto (Linee Guida sulla Legionellosi):
- la temperatura varia in genere da 30 a 35°C;
- non mancano le sostanze nutritive;
- è facile la formazione dei biofilm;
- le rampe di polverizzazione producono aerosol.
Per valutare il livello di contaminazione, si possono considerare i valori indicativi di riferimento di Tabella 7, se non specificato altrimenti in disposizioni normative in merito (Linee Guida AICARR).
Tabella 7 - Interventi indicati in funzione del livello di contaminazione (CFU/litro Interventi indicati < 104 Non è prevista nessuna azione 104 ÷ 105 Occorre incrementare gradualmente il trattamento biocida fino alla diminuzione dei valori > 105 E’ necessario intervenire immediatamente, incrementando molto il trattamento biocidi. Nel caso che il contenuto aerobico si mantenga alto, bisogna drenare il circuito di raffreddamento, pulirlo, disinfettarlo e riempirlo con acqua nuova. Al riavvio dell’impianto occorre ripristinare il trattamento biocida.
Alcune prescrizioni per gli impianti di raffreddamento con umidificatori ad evaporazione, di raffreddamento adiabatico dell'aria e per gli umidificatori ad evaporazione sono evidenziate nel
Decreto del Presidente della Giunta Regionale della Liguria 16 aprile 2003 n. 8/REG,''Regolamento di attuazione della legge regionale 2 luglio 2002, n. 24 (Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici)'', valide quindi soltanto nella Regione Liguria.
Se la contaminazione batterica supera il valore standard di 3 • 104 CFU/ml (= 3 • 107 CFU/litro) è prevista sterilizzazione con agenti biocidi, da aggiungere ad intermittenza.
Il valore di contaminazione batterica indicato nel DPGR della Liguria è tre volte tanto (quindi più permissivo) a quello previsto dalle Linee guida sulla prevenzione della Legionellosi e dalla bozza di norma CTI 5/716 (3 • 104 CFU/ml contro 104 CFU/ml della Bozza di norma CTI 5/716 e delle Linee Guida sulla Legionellosi).

2.2.2. Unità Terminali - Fan-coils - Elementi di scambio termico in ambiente

Gli elementi critici in queste apparecchiature sono rappresentati dall'acqua stagnante nella bacinella di raccolta, possibile luogo di proliferazione di legionella, e dalla polvere depositatasi sulle superfici, che può costituire, se associata all'acqua, un efficace nutrimento per la crescita del batterio.
E' necessario posizionare nella bacinella raccolta condensa una tavoletta contenente agente batteriostatico ad ampio spettro per prevenire la formazione di alghe, mucillagini
e limo e mantenere così gli scarichi puliti, evitando intasamenti ed odori fastidiosi. La buona manutenzione dei filtri previene l'accumulo di polvere: se sono lavabili, possono essere
riutilizzati duo o tre volte, altrimenti devono essere gettati via. Ci si deve assicurare inoltre che nelle vicinanze delle apparecchiature, e particolarmente delle prese d'aria, non ci siano oggetti come arredi, piante, e simili in grado di interferire con la loro corretta funzionalità, causando problemi igienici.
Nel caso che lo scambio termico avvenga tramite pannelli radianti, occorre porre attenzione nel periodo estivo, e quindi in raffrescamento, al valore della temperatura superficiale, che non deve
scendere fino alla temperatura di rugiada e provocare la formazione di condensa o pericolo di formazione di muffe (CTI 5_716, Soffitti freddi).


2.2.3. Batterie di scambio termico

Alcune operazioni da eseguire sulle batterie di scambio termico vengono esplicitamente indicate nel DPGR della Regione Liguria, come anche nella Bozza di Norma CTI 5-716.
Anche in questo caso gli elementi da controllare e contrastare sono soprattutto la presenza di polvere e la presenza di acqua stagnante nella vasca di raccolta della condensa dalla batteria fredda in regime estivo. In generale le batterie devono essere controllate in modo da verificare eventuali danneggiamenti, contaminazioni o corrosioni. Esse possono essere pulite con aspirazione o soffiaggio, altrimenti essere estratte e pulite usando pulitrice ad alta pressione. Occorre prestare attenzione ad evitare che, nelle operazioni di pulizia in sito, la polvere o l'umidità rimossa venga introdotta nei componenti del sistema a valle delle batterie. Durante l'ispezione, occorre verificare le condizioni della vasca di raccolta condensa e la funzionalità del sifone.


2.2.4. Sezione di umidificazione dell'aria

La sezione di umidificazione rappresenta, insieme alla torre di raffreddamento, una delle zone più critiche per la possibilità di sviluppo di microrganismi potenzialmente pericolosi per la salute umana. A parte l'umidificazione a vapore, negli altri casi in genere è previsto il recupero ed il ricircolo dell'acqua d'umidificazione, ma, per il problema della presenza di batteri in generale e della legionellosi in particolare, può essere meglio scegliere sistemi con acqua a perdere, dato che il recupero può incrementare il rischio sanitario. I sistemi più pericolosi sono quelli a pacco bagnato, specie quando le superfici sono spugnose o porose, perché difficili da sanificare in modo efficace. Quelli a vapore invece non creano problemi igienici, dato che le temperature di produzione sono sufficientemente elevate.
Alcuni problemi che si possono verificare infatti possono riguardare:

• gli ugelli nebulizzatori, che possono essere ostruiti da incrostazioni e impurità, impedendo la dispersione di finissime particelle di acqua: essa viene così spruzzata in gocce più grandi che non riescono ad evaporare nella corrente di aria, ma in parte vengono trascinate oltre il separatore di gocce;

• la camera di umidificazione, i separatori di gocce e talvolta le batterie di post-riscaldamento e le canalizzazioni di distribuzione dell'aria, che possono subire corrosione;

• i pacchi evaporanti, su cui si possono formare depositi.

• per limitare la deposizione di calcare sulle superfici e l'acqua di alimentazione deve essere sottoposta a trattamento anticalcare (DPGR 16.04.2003 n. 8 Regione Liguria).

L'incremento nella contaminazione batterica può essere inibito mediante sterilizzazione o con una regolare pulizia. Il limite per la contaminazione batterica dell'acqua circolante è di 1000 CFU/ml con temperature di incubazione tra 20°C e 36°C. In particolare negli umidificatori la comparsa della legionella è sicuramente evitata se la carica batterica non eccede 1 CFU/ml. Il ristagno di acqua può essere evitato se l'umidificatore si arresta automaticamente non appena il sistema di condizionamento dell'aria viene arrestato o va in blocco. Durante i periodi in cui non c'è richiesta di umidificazione dell'aria, le tubazioni dell'acqua devono essere svuotate e asciugate in non più di quarantotto ore.
Oltre agli interventi di manutenzione e pulizia, sarebbero opportuni altri accorgimenti da prevedere già a livello di progettazione. Una buona cura nella realizzazione dei bacini, o bacinelle, di raccolta della condensa, porterebbe sicuramente a migliori risultati e ad una maggiore sicurezza igienica dell'impianto. Le bacinelle dovrebbero essere realizzate a singola o a doppia pendenza, ovvero con inclinazione lungo due direzioni in modo da garantire il migliore smaltimento della condensa.
E' possibile in questo modo evitare il ristagno di acqua all'interno delle bacinelle e la conseguente possibilità di proliferazione, al suo interno, di funghi e batteri, potenziali veicoli di malattie. Inoltre utilizzando acciaio inox o altro materiale metallico non soggetto a corrosione (ad esempio trattato con verniciatura epossidica atossica), viene facilitato il completo svuotamento delle bacinelle per l'assenza di punti di corrosione. Il corretto dimensionamento dei sifoni di scarico è indispensabile per un efficace drenaggio della condensa evitando, al tempo stesso, il rientro di aria non trattata all'interno dell'unità

2.2.5. Sezioni di filtrazione
Fino a qui sono state analizzate le problematiche relative alle zone dell'impianto in cui può essere presente acqua liquida o di elevata umidità che possono creare situazioni favorevoli alla proliferazione di microrganismi. Occorre però porre attenzione anche alla qualità dell'aria immessa dall'esterno potendo venire a contatto con componenti di impianto contaminati. A questo fine occorre ispezionare gli ingressi e le uscite dell'aria esterna almeno una volta all'anno e procedere alla pulizia o alla riparazione, se necessario (DPGR 16.04.2003 n. 8 Regione Liguria, art.4 par.6). Sono previsti anche controlli periodici della funzionalità dei filtri. I filtri devono essere stoccati in camere senza polvere e in modo tale da evitare il verificarsi di danneggiamenti e inoltre occorre avere cura che i nuovi filtri da montare non siano contaminati dalla polvere dei vecchi filtri. Durante la sostituzione dei filtri per l'aria si deve evitare la contaminazione a valle della sezione filtrante e negli ambienti da condizionare.


2.2.6. Silenziatori
I materiali fonoassorbenti impiegati di solito sono del tipo poroso e fibroso, e quindi particolarmente adatti a trattenere lo sporco e di difficile pulizia. Le finiture superficiali dovrebbero essere tali da limitare tali inconvenienti, anche se questo porta ad una maggiore estensione delle superfici e quindi a costi più elevati. Inoltre occorre osservare le distanze consigliate dai costruttori tra tali dispositivi e gli umidificatori.


2.2.7. Canalizzazioni
Anche i canali devono essere protetti accuratamente dalla sporcizia, secondo le indicazioni fornite nella UNI ENV 12097/1999 - Manutenzione delle condotte. Requisiti relativi ai componenti atti a facilitare la manutenzione delle reti delle condotte. Nella norma sono anche fornite indicazioni sulla posizione delle aperture di ispezione.
Ogni elemento del sistema di distribuzione aria (condotte di mandata, ripresa, espulsione, serrande di taratura, tagliafuoco, silenziatori, accessori per la distribuzione in ambiente (bocchette, diffusori, griglie, ...) deve essere verificato e mantenuto in perfetto stato di funzionamento e di pulizia. Il sistema aeraulico è considerato pulito quando tutte le superfici, comprese le condotte d'aria, presentano una quantità di particolato inferiore a 1 g/m2. (Art. 5, comma 2, L.R. 24/2002 Regione Liguria). L'impianto è invece considerato contaminato se la presenza di agenti patogeni supera una concentrazione di carica micotica pari a 15.000 CFU/g e batterica pari a 30.000 CFU/g.
Ispezione - Le condotte d'aria devono essere periodicamente ispezionate sia sul lato esterno sia sul lato interno, nei punti di ispezione definiti in corrispondenza dei vari componenti (silenziatori,
serrande di regolazione, serrande tagliafuoco, ecc.). La metodologia di ispezione si basa sull'uso di una sonda/unità video ad alta definizione, con la registrazione di filmato all'interno delle condotte, per determinare con chiarezza i punti più critici di sporcamento dell'impianto di distribuzione aria L'ispezione video deve essere completata con la verifica microbiologica per quantificare la carica batterica totale, la carica muffe/lieviti totale e la legionella, in presenza di acqua (umidificazione e/o raccolta condensa).
Per la legionella non esistono valori accettabili: deve essere verificata l'assenza di colonie. Nel caso di presenza di legionella e di valori eccessivi di cariche microbiologiche e/o particolato è necessario effettuare la bonifica delle condotte (pulizia ed igienizzazione). I livelli di carica batterica e di muffe invece possono essere confrontati con i livelli limite stabiliti dalla National Air Duct Cleaners Association (NADCA), che rappresentano il riferimento anche per la quantità ammissibile di deposito di particolato all'interno delle condotte. Il documento NADCA 01 "Pulizia meccanica di componenti per la distribuzione dell'aria di tipo non-poroso" Edizione 1992, il quale "fornisce i requisiti prestazionali ed i criteri di valutazione (attraverso ispezioni e/o test) per la
pulizia meccanica di condotti non porosi, ventilatori, batterie di scambio ed altri componenti non porosi nel sistema di distribuzione dell'aria in edifici commerciali e residenziali".
Viene indicata una procedura per effettuare un test d'aspirazione, inteso come verifica dell'efficacia dell'intervento di pulizia. In base a questo è possibile stabilire la quantità di polvere presente su un 1 m2 di tubazione. Nelle norme europee la tendenza è quella di indicare la quantità di polvere residua massima ammissibile, lungo le superfici interne delle canalizzazioni dopo l'intervento di bonifica, pari a 1g/m2.
Bonifica - In linea di massima si procede a partire dalle unità di trattamento d'aria verso la parte terminale della canalizzazione. Il tratto di canalizzazione su cui si opera deve essere isolato per mezzo di palloni gonfiabili in gomma posti alle estremità del condotto, sigillando eventuali diffusori e/o griglie presenti nel tratto interessato dall'intervento.
Per l'introduzione del sistema pulente, e per il collegamento ad un tubo flessibile collegato ad un aspiratore (sul qual è innestato un filtro HEPA), si devono utilizzare due aperture. Per la bonifica può essere utilizzato un sistema ad aria compressa che si serve di una serie di testine in relazione alla geometria e tipologia delle condotte stesse. I fori asimmetrici, sulla testa della tubazione flessibile che viene introdotta nelle aperture del canale, ne provocano la rotazione e quindi l'avanzamento nella tubazione per tutta la sua lunghezza
Queste devono sopportare una pressione massima di lavoro fino a 20 bar e una portata di almeno 2700 litri/min ed inoltre devono poter operare in un raggio fino a 25-30 m in orizzontale e fino a 8 m in verticale. In alternativa è utilizzato un cavo flessibile comandato da un motore esterno munito di spazzole rotanti.
Per la pulizia del condotto si aziona l'aspiratore, che crea all'interno del tratto di canalizzazione interessata dall'intervento, una forte depressione. La sonda si introduce nel canale e, per effetto
dell'aria compressa o per sfregamento sulle superfici dei condotti, rimuove la sporcizia, aspirandola per depressione nel sacco-filtro.
Nei condotti di dimensioni maggiori il sistema può essere sostituito da un robot su ruote, munito di spazzole e telecamera incorporata che percorre avanti e indietro il condotto, pulendo le pareti
rimovendo polveri e incrostazioni sulle superfici delle canalizzazioni. I depositi devono essere raccolti evitando qualsiasi spargimento di impurità: l'aspiratore deve avere un'elevata potenza (56.600 litri/min, pressione idrostatica negativa almeno 10.7 mm, pressione idrodinamica 6.4 mm) e dotato di tre stadi di filtrazione dell'aria (ultimo stadio equipaggiato con filtro assoluto ULPA ad efficienza del 99.999 %). Igienizzazione - Una testina apposita permette la fine nebulizzazione del prodotto igienizzante liquido ad ampio spettro per eliminare le colonie microbiologiche presenti nei condotti. Con la ventilazione creata dall'unità di trattamento aria, la soluzione igienizzata viene spinta per tutto il sistema di distribuzione.
Le condotte in tessuto ad alta induzione o le maniche di distribuzione aria devono essere trattate con molta attenzione: l'effetto filtrante delle fibre tessili aumenta la ritenzione di polveri, creando substrati favorevoli alla proliferazione di muffe e di colonie di microrganismi. Per la pulizia si procede smontando la condotta, aspirando il particolato, lavandola e poi ponendola nuovamente in opera. Nel caso di bonifica, i tratti flessibili di canale devono essere sostituiti, perché tendono a piegarsi ed a trattenere accumuli di pulviscolo ed altri materiali. Se non è possibile sostituirli, la loro bonifica e l'igienizzazione deve essere effettuata come per le condotte rigide.
Per quanto riguarda la tempistica di tutti gli interventi indicati, sono disponibili numerose indicazioni (nessuna delle quali obbligatoria). Nell'ASHRAE 62-2004 ne sono indicati alcuni intervalli, come anche nella bozza di Norma CTI 5/716 - Requisiti igienici per le operazioni di manutenzione degli impianti di climatizzazione. Quest'ultima riporta in appendice uno scadenziario dettagliato, del tipo riportato in Tabella 8. Nelle Linee Guida AICARR, Appendice B, il tema viene approfondito maggiormente ed è fornito un elenco di operazioni da eseguire e la relativa cadenza in modo molto dettagliato ed accurato anche in relazione al controllo delle parti meccaniche.
OMISSIS
 

BIBLIOGRAFIA
 

1. A.Magrini, M.Roveta “La manutenzione degli impianti di condizionamento”, EPC Libri Editore, Roma (2005)
2. Linee guida (naz.) del 27/09/2001 Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province autonome sul documento concernente: «Linee-guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati». Doc. 601S27SE.000 di Origine Nazionale emanato/a da Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e pubblicato/a su Gazz. Uff. Suppl. Ordin. n°276 del 27/11/2001 riguardante AMBIENTE - Inquinamento e tutela dell'atmosfera - Aspetti generali
3. Regione Liguria: Legge Regionale 02 luglio 2002 n. 24 Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici
4. Regione Liguria: Decreto del Presidente della Giunta Regionale 16 aprile 2003 n. 8/REG, ''Regolamento di attuazione della legge regionale 2 luglio 2002, n. 24''
5. Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano - Provvedimento 13 gennaio 2005
6. Accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Ministero ella salute e i presidenti delle regioni e delle province autonome, avente ad oggetto «Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi».
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9. July 2002 - European Working Group for Legionella Infections (EWGLI)
10.ASHRAE 62.1 - 2004 - Ventilation for Acceptable Indoor Air Quality
11. prEN 13799 - Ventilation for non residential buildings - performance requirements for ventilation and room-conditioning systems
12. Fulvio Unità di trattamento aria sanificabili CCTA-H e sistema TRAQTM (Trane Air Quality): una risposta alle esigenze di alta qualità dell'aria Sistemi e impianti per il controllo della qualità dell'aria e dell'umidità, AICARR Bologna, 17 ottobre 2002 Torino, 8 novembre 2002 Napoli, 13 febbraio 2003
13.AICARR -Linee guida sulla manutenzione degli impianti di climatizzazione (2004)
14. Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (04.04.2000).
15. R. Laria “Soluzioni impiantistiche e protocolli di bonifica” Seminari Itineranti - Regione Emilia Romagna, Modena 25 Novembre 2004

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